“Ho sempre fatto il fossile”…

… “da dieci anni vesto i panni di un superstite che si risveglierà, casualmente il giorno di Natale” come canta Bersani.
Non è proprio Natale, ma l’atmosfera c’è. L’albero l’ho fatto, i regali sono stati impacchettati. Quindi perché non fare un blog? Dopo anni di silenzio radio, e svariati aborti, rieccomi dunque a voi. Dove eravamo rimasti? Sì, si parlava di scienza, attualità, ateismo, serie tv. Era il 2013 o giù di lì. Fili di discorsi che non ho la benché minima intenzione di riprendere. Sono cambiato, diventando praticamente un’altra persona.

Qui ho tutte le intenzioni di dare spazio, più che altro, a tre discorsi. Il mio lavoro, sia come scrittore che come curatore e art director (con “rassegne stampa” di recensioni e articoli dedicati alle mie opere); le mie ricerche, che prevalentemente hanno a che fare con arte vetusta e vecchia letteratura; il lavoro degli altri, perché il mondo è pieno di gente che fa cose notevoli, ma che spesso si perde nella babele dell’Internet e nelle mode d’attualità. Prendiamo Banksy o Marina Abramovic. Ecco, prendiamoli e mettiamoli altrove. Arte contemporanea passa solo se figurativa e possibilmente bella a vedersi. Idem con tutto il resto. (Non farò critica, chiariamolo subito. Proprio non ne parlerò.)

Questo blog si intitola “Il fossile vivente”. Che è poi ciò che sono. Nella scala evolutiva artistica sono fermo al primo dopoguerra. E con una certa soddisfazione, aggiungerei. Fortunatamente non sono solo, e anzi ho l’impressione che il numero di escapisti-tradizionalisti-fossili viventi aumenti ogni giorno che passa. Sarà forse che ci si è accorti che, alla fin fine, si può essere delle brave persone anche se si è dei nostaligici. Ecco, il titolo alternativo era proprio “Diario di un nostalgico”, ma ho preferito non usarlo un po’ per quel fastidioso retrogusto politico, e un po’ perché troppo triste. Meglio l’idea di un fossile vivente, anzi piuttosto arzillo. Perché il passato, con tutta la sua arte meravigliosa, la sua letteratura eccezionale, è un luogo altrettanto vivo del presente in cui esistiamo. I musei, le biblioteche, non sono cimiteri, e la novità non ha alcun valore intrinseco in quanto tale, ma solo nel confronto filologico.

Latimeria

Invecchiare ha un sacco di lati negativi, ma anche qualcuno gradevole. Oggi, a quarantacinque anni, ripenso con una certa tenerezza ai miei furori giovanili, così splatter, così acidi, così punk. All’intensità con cui credevo di guardare il mondo e alla ferocia di quello che scrivevo. La verità è che vedevo solo ciò che mi era imposto e la ferocia era copia/incollata da quella degli altri. Ora, tra una tisana e qualche parola incrociata, sento di avere una calma contemplativa che cresce giorno dopo giorno e che mi fa apprezzare qualsiasi spettacolo di bellezza. Una bella foto, un bel giardino, un bel libro. E sento anche di aver guadagnato qualche punto “buon umore”, nel senso che riesco a ridere anche senza velenoso sarcasmo.

Insomma, questo Fossile vivente sarà proprio il diario di un nostalgico.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...